Archivio    
N.1 luglio 2012 N.2 dicembre 2012 N.3 settembre 2013 N.4 agosto 2014 N.5 dicembre 2014 N.6 luglio 2015
 
N.7 luglio 2016 N.8 dicembre 2016 N.9 luglio 2017 N.10 dicembre 2017
 
  Editoriale  |   Consiglio direttivo Oropa: novembre 2017
Assemblea ordinaria Oropa: novembre 2017
Info - Pro memoria  |   Santa Maria, donna del vino nuovo
 
 
 
   
 

PACE!
Un forte grido dal dolore, ma di speranza!

Il messaggio di Papa Francesco per la 51a Giornata Mondiale di preghiera per la pace ci parla di uomini e donne in cerca di pace. Scrive il Papa: «La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale, è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza». Certo quest’anno si riferisce più specificamente ai migranti e ai rifugiati, ma non solo. Sappiamo quanto il Papa abbia ripetutamente parlato dei numerosi focolai di guerra in atto fino a defi-nirla una ‘‘terza guerra mondiale combattuta a pezzetti, a capitoli vari”. Per questo nel messaggio di questo nuovo anno inizia proprio così: «Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra!»
Nella sua mente, nel suo cuore e nella sua preghiera, come in tutti noi, ci sono certo i problemi della Corea del Nord, del Sud America, dell’Africa, come pure del nostro amato Medio Oriente e soprattutto di Gerusalemme e dei suoi territori! Ci vengono in mente le parole del signore Gesù: “Gerusalemme, Gerusalemme, se avessi compreso anche tu la via della pace... se avessi conosciuto il tempo quando sei stata visitata!” (Lc 19,42-44).
Gerusalemme, città della pace, nella etimologia del suo nome, città della Pasqua, dell’esperienza del Signore che si è fatto uno di noi per riportarci alla pienezza della vita, con il suo sacrificio, nella liberazione dal male, dal peccato, causa di ogni rottura, di ogni scontro e di ogni guerra. E’ venuto e ritorna per riunirci in lui, per aiutarci a ritrovare noi stessi, nel suo Amore, che è già nei nostri cuori, nel cuore di ogni essere umano vivente… San Giovanni Paolo II, qualche anno fa in un suo messaggio per la stessa giornata della pace scriveva: “La pace nasce nei cuori!”.
E’ lì che la dobbiamo coltivare e far crescere. Accogliendo con Lui, la sua parola, vivendo que-sta comunione che ci mette al riparo e ci converte dall’egoismo, dalla prepotenza, dal tornaconto e dal potere. Sì, anche se in piccolo, nel nostro mondo personale, contribuiamo a costruire un clima interiore, umano, continentale e universale, di vera pace, che cerca il bene e la giustizia, ma di tutti, non quella di parte. Che nel rispetto, pur nelle diversità, cerca e cura il dialogo, che sa ascoltare, prendere in considerazione, comprendere la ricchezza e il contributo che ci viene dell’altro, sempre!
Nel suo Natale Gesù si ripresenta a noi così. Ci chiama ad incontrarlo, ad accoglierlo, così ci aiuta ad essere veramente noi stessi. Uomini e donne di fede, di pace, di fraternità! Un’esperienza sperimentata, vissuta e donata proprio nei momenti di fede, come il pellegrinaggio, che è sempre un momento veramente di fede e di preghiera, nel dare spazio al Signore Gesù, fino a toccare con mano la sua grazia rigenerante.
Sappiamo per esperienza che queste non sono solo parole; sappiamo quanto non è facile vivere così questi momenti di pellegrinaggio, quanto stiamo faticando per preservarli da tanti ostacoli che si frappongono, per motivi umani e materiali. Spesso sono prova dedotta del loro valore e del dono che il Signore ci fa anche attraverso questa esperienza di fede, di pace, di serenità e persino di gioia interiore.
Nella nostra ultima Assemblea dello scorso novembre, che abbiamo vissuto ad Oropa, condividendo il nostro impegno spirituale e pastorale anche con gli amici e rappresentanti del Santuario di Lourdes, affrontando con sincerità le nostre varie problematiche, abbiamo chiesto che nelle giornate a Lourdes in occasione dell’anniversario della prima apparizione della Vergine Immacolata, possiamo avere come aderenti al C.N.P.I. un incontro col Vescovo, il Rettore, il direttore Generale del Santuario e con gli amici presenti in loco , con cui ci rapportiamo abitualmente. Questo proprio per rimuovere ciò che rischia di sciupare o deturpare questo momento di fede, di chiesa e di interiorità che aiuta a trovare la pace dentro.

 
     
  don Luciano Mainini
Segretario Generale
 
 
Valid XHTML 1.0 Transitional
CSS Valido!